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Quali sono le tue “finestre rotte”?

Numero 70 · 8 settembre 2024

Viviamo in un mondo sempre più interconnesso,
dove i fenomeni locali diventano rapidamente globali e in cui le conoscenze si influenzano continuamente.
Un mondo che ci sfida ad evolverci, per non vedere
il nostro campo dell’efficacia ridursi di giorno in giorno.

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Io mi chiamoJoe Casini , e questo è Mondo Complesso.

Oggi parlo di…

🏡️ Finestre rotte
🔍 Contagio sociale
😩 Conseguenze inaspettate


Quali sono le tue “finestre rotte”?


Se hai acquistato la rivista di Mondo Complesso (a proposito, se non lo hai fatto puoi farlo qui con uno sconto!) sai che in queste settimane stiamo parlando molto di “punto critico”, ovvero quella soglia magica oltre la quale una piccola e apparentemente insignificante variazione inizia a produrre un cambiamento significativo e repentino.

Nel corso della storia, il “punto critico” è stato affrontato e studiato in modi diversi: uno dei più affascinanti, però, per me resta la famosa “teoria delle finestre rotte”, che sarà anche la protagonista della newsletter di oggi.

Broken Window

Formulata dal politologo James Q. Wilson e dal criminologo George Kelling, questa teoria criminologica, divulgata dai due studiosi in un articolo della rivista statunitense The Atlantic nel 1982, esplora il legame tra degrado urbano e criminalità.

Alla base c’è l’idea che l’essere umano tenda a modificare il proprio comportamento in base a quel che osserva intorno a sé. Di conseguenza, se vedo un edificio con una finestra rotta, per me non sarà un gran problema tirare una pietra per romperne un’altra (o almeno, sarò più spinto o spinta a farlo, rispetto a quando vedo una finestra intatta).

La finestra rotta è solo l’inizio, però : vedendo l’edificio con tutte le finestre rotte, un’altra persona potrebbe pensare che non è un problema se abbandona il suo vecchio frigorifero sul marciapiede davanti. E magari, come nell’esempio che faccio nella rivista, non dovremmo sorprenderci se un’altra persona ancora, esasperata dalla ricerca del parcheggio, decidesse di parcheggiare sulle strisce dove è stato abbandonato il frigorifero, in una strada piena di edifici fatiscenti con finestre rotte.

Secondo Wilson e Kelling, quindi, il degrado è epidemico : una volta raggiunto il punto critico (ad esempio, il primo vetro rotto) che, in un certo senso, segnala disinteresse nei confronti di un certo luogo e mancanza di controllo, i comportamenti prendono una dimensione sistemica, traducendosi rapidamente in scippi, rapine, aggressioni e omicidi.

Le teoria delle finestre rotte, però, non è rimasta una semplice teoria: Kelling infatti ebbe l’opportunità di metterla alla prova a metà degli anni Ottanta, quando a New York a fronte di un serio problema di microcriminalità, venne assegnato a David Gunn l’incarico di sovrintendere alla ricostruzione della metropolitana.

Da subito, infatti, Gunn e Kelling concentrarono la loro attenzione su un aspetto che per molti sembrava secondario: la lotta ai graffiti.

Graffiti Subway

Kumu.io image

Fisica sociale è un termine che potrebbe sembrare contraddittorio. Da un lato, la fisica studia il mondo naturale attraverso leggi e formule matematiche. Dall’altro, il comportamento umano è notoriamente complesso e imprevedibile. Tuttavia, la fisica sociale unisce queste due aree per esplorare come i modelli matematici possano spiegare le dinamiche dei gruppi umani, i flussi di informazioni e la diffusione delle idee.

Alex Pentland ha portato avanti l’idea che, attraverso l’analisi dei dati su larga scala (come quelli raccolti dai telefoni cellulari, dalle transazioni digitali e dai social media), possiamo scoprire le regole sottostanti che governano il comportamento sociale. I Big Data che raccogliamo dalle nostre interazioni digitali possono essere visti come una sorta di “traccia digitale” che ciascuno di noi lascia nel mondo: analizzando queste tracce, siamo in grado di comprendere come si formano le reti sociali, come si diffondono le idee e come si possono prevedere comportamenti collettivi.

Un esempio pratico del lavoro di Alex Pentland è lo studio della diffusione delle idee all’interno di una comunità. Pentland ha dimostrato che le persone tendono a cambiare opinione non solo per effetto dei media o dell’informazione ufficiale, ma soprattutto grazie alle interazioni quotidiane con chi li circonda. Ha identificato un principio chiamato “social influence” : le opinioni si diffondono come le onde in uno stagno, influenzando progressivamente le persone vicine.

Preoccuparsi dei graffiti in un contesto del genere potrebbe sembrare inutile. Eppure, quel gesto fu indispensabile per cominciare a combattere il degrado e il vandalismo (anche se voleva dire dover ridipingere i treni ogni giorno!).

Il passo successivo fu quindi quello di combattere il problema dei biglietti non pagati , istituendo dei commissariati mobili all’interno di camionette per poter sanzionare immediatamente chiunque provasse a scavalcare i tornelli.

Così facendo, tra il 1990 e il 1994 non soltanto quintuplicarono gli arrestati per questo genere di crimini minori, ma crollò anche il numero di crimini violenti.

Se leggi questa newsletter da un po’, lo avrai già capito: stabilire causalità lineari nei fenomeni complessi è impossibile , e le epidemie di criminalità non fanno eccezione. Tuttavia, sarebbe ingiusto dire che le strategie di Gunn e Kelling non abbiano contribuito, almeno in parte, a placare il fenomeno.

Sarebbe ancora più ingiusto, però, non evidenziare alcuni limiti della teoria (e della pratica) delle finestre rotte.

Innanzitutto, il calo della criminalità violenta negli Stati Uniti avvenne anche in città che non hanno adottato la politica della “tolleranza zero” , inclusi luoghi che scelsero approcci opposti, focalizzandosi sulla costruzione di relazioni con la comunità per prevenire i reati piuttosto che perseguirli in modo aggressivo. Inoltre, nella stessa città di New York, un tentativo di tolleranza zero tra il 1984 e il 1987 aveva già mostrato risultati negativi.

Un rapporto di Amnesty International sottolinea inoltre un aumento del 50% nelle richieste di risarcimento per danni da perquisizioni violente, un incremento del 41% nelle denunce di abusi da parte della polizia e un aumento del 35% nei civili uccisi durante operazioni di polizia nel biennio 1993-94. Inoltre, i risarcimenti per violenze subite dai civili sono passati da 13,5 milioni a 24 milioni di dollari tra il 1992 e il 1997.

Infine, uno studio del 2017 ha dimostrato che la repressione dei crimini minori e le misure preventive tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 hanno portato a un aumento dei crimini gravi, suggerendo che un approccio aggressivo ai reati minori possa effettivamente favorire il verificarsi di reati più seri.

Insomma, la teoria delle finestre rotte può essere un ottimo punto di partenza, ma di certo non è l’unica spiegazione a un fenomeno complesso come la criminalità.

Eppure, scrivendo questa newsletter, mi sono chiesto se, almeno in parte, la stessa teoria, pur con i suoi limiti, non possa essere applicata anche alle nostre vite private e professionali.

E quindi ti chiedo: quali sono le tue finestre rotte, ovvero le aree della tua vita che trascuri, magari anche da tempo? Pensi che “aggiustarle” ti aiuterebbe ad allontanarti da qualche “punto critico”? E di cosa hai bisogno per farlo?

Man sitting alone

Vuoi prendere il rientro con filosofia? Ascolta l’ultima puntata del podcast di Mondo Complesso: al suo interno trovi un’interessante chiacchierata con Massimo Pigliucci, professore di filosofia al City College di New York, in cui abbiamo parlato di stoicismo – la corrente filosofica e spirituale nata nell’Antica Grecia più di duemila anni fa – e sul rapporto tra tecnologia, scienza, filosofia e religione.

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Buona domenica e a presto,

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